Dieta vegana, un stile di vita che può essere sostenuto a qualunque età? In realtà ci sono alcune controindicazioni che faresti bene a tenere a mente
Uno stile alimentare che ha letteralmente spopolato negli ultimi anni, per motivazioni sia di carattere ambientale che etico. La dieta vegana, così come quella vegetariana, è fondata sull’esigenza di ridurre considerevolmente lo sfruttamento a cui viene sottoposto il mondo animale.
L’opzione del veganesimo, che può essere considerata ancora più estrema rispetto al vegetarianesimo, vieta il consumo non solo di alimenti di origine animale, ma persino dei loro derivati. Uova, latticini e formaggi, pertanto, sono assolutamente banditi da un eventuale menu di stampo vegano.
Ormai, l’idea che la dieta vegana arrivi a produrre delle carenze nutrizionali rispetto alla dieta mediterranea è stata abbondantemente superata. Mediante gli opportuni accorgimenti, infatti, è possibile assicurarsi l’introito della corretta dose di proteine e vitamine.
Al netto di ciò, vi sarebbe una particolare fase della vita in cui il rispetto del veganesimo, più che in qualsiasi altra età, potrebbe rivelarsi ostico. Gli esperti della Fondazione Umberto Veronesi, a questo proposito, hanno puntualizzato una serie di criticità che, in caso di regime alimentare vegano, non dovrebbero mai essere tralasciate.
La dieta vegana, a lungo andare, può rivelarsi dannosa per la salute? Non è questo il parere della Fondazione Umberto Veronesi, secondo cui il veganesimo può essere sostenuto senza particolari problematiche a qualunque età, ovviamente tramite le opportune accortezze.
Ci sarebbe, tuttavia, un limite anagrafico oltre il quale l’alimentazione vegana dovrebbe essere monitorata con ancor più attenzione rispetto alle fasi precedenti. Superati i 65 anni d’età, infatti, gli esperti consigliano un’assunzione di proteine pari a 1,1-1,2 g per kg di peso corporeo.
Occorrerebbe, dunque, che vi sia un controllo quotidiano della quantità di proteine che si assumono tramite la dieta vegana, non trattandosi di proteine ad alto valore biologico (quelle, per intenderci, che ricaviamo dagli animali). Assicurarsi di introdurre la corretta dose di proteine oltre i 65 anni, raccomandano gli studiosi, vuol dire contrastare la perdita di massa muscolare che, fisiologicamente, si verifica a partire proprio da questo limite anagrafico.
Per tutti coloro che seguono la dieta vegana, e in particolare per coloro che sono entrati nella temutissima terza età, affidarsi ai consigli di un nutrizionista non potrà che essere la soluzione più adeguata.
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